Se un tempo era possibile tenere separati il momento dell'apprendimento e della formazione da quello del lavoro come momenti distinti della vita dell'individuo, oggi questo non è più possibile. Nessuno, neanche chi si presenta al lavoro con il più ricco curriculum scolastico, riesce a vivere per più di qualche anno dell'eredità che la scuola gli lascia in termini di preparazione professionale. Da qui l'esigenza di continuare a imparare anche durante la vita lavorativa
I tempi dell'apprendere e del lavorare non possono più restare separati ma in parte si devono sovrapporre: il tempo del lavoro diventa sempre più anche un tempo di apprendimento di conoscenze e competenze necessarie per mantenersi aggiornati e contribuire sia al proprio sviluppo individuale che a quello dell'azienda in cui si lavora.
La formazione permanente è l'insieme dei processi di apprendimento grazie ai quali gli adulti, dopo la conclusione della prima fase di formazione a scuola, all'università o sul lavoro, sviluppano le attitudini, arricchiscono le competenze, migliorano le qualifiche tecniche e professionali o le riorientano in funzione dei propri bisogni e di quelli della società.
La formazione permanente, intesa sia come formazione generale che come formazione professionale continua, può svolgersi in un'istituzione preposta oppure direttamente sul luogo di lavoro, durante il tempo libero o in occasione di un'attività sociale o culturale.
La formazione permanente permette:
- di sviluppare l'autonomia e il senso di responsabilità degli individui
- di accrescere le conoscenze specializzate
- di acquisire qualifiche chiave che facilitano il progresso sociale e tecnologico, oltre a quello professionale e personale
Diritto allo studio: facilitazioni per i lavoratori studenti e 150 ore
I congedi formativi |